domenica 28 dicembre 2008

Holy Martyr - Hellenic Warrior Spirit (Dragonheart, 2008)

I sardi Holy Martyr rilasciano il loro secondo full-length, “Hellenic Warrior Spirit”, concept album dedicato, lo si intuisce dal titolo, alla tradizione epica dell’antica Grecia. Più precisamente, alla battaglia delle Termopili (480 a.C.), in cui Leonida, alla testa di 300 valorosi greci e 700 tespiesi, sconfisse il potente e molto più numeroso esercito persiano comandato da Serse. Attingendo a piene mani dalla tradizione epic metal internazionale (Manowar, Manilla Road, Virgin Steele), ma guardando anche alla lezione di gruppi italiani come Domine, il quintetto isolano si rende protagonista di una notevole performance, come dimostra “Spartan Phalanx”, dall’incedere maestoso e solenne, con un’eccellente prova canora in stile Morby da parte di Alex Mereu. La seguente “Lakedaimon” (il nome greco di Sparta) ha un incedere ritmico più pronunciato e riecheggia gli Iron Maiden sia nel riffing che nell’impostazione corale delle parti cantate. Arriviamo così al trittico “di ferro” dell’opera: “Hellenic Valour” è lenta, possente e sofferta; “Kamari, Andreia, Polemos” è un inno epico che onora le virtù belliche e il valore dei guerrieri spartani; e la scandita “A Call to Arms” è dotata di un sapore tutto manowariano. La epic ballad strumentale “Molon Labe” (che in greco antico significa “Vieni a prendermi”, frase rivolta, secondo la tradizione, da Leonida a Serse in segno di sfida) introduce “Defenders in the Name of Hellas”, vera cavalcata epica che si fa ritmicamente sempre più travolgente. L’epilogo arriva con la magnetica “To Kalesma Sta Opla”, versione acustica di “A Call to Arms” cantata in greco, una scelta vincente che ha consolidato ulteriormente la popolarità degli Holy Martyr in terra ellenica. La band è pure molto conosciuta in Germania e sta espandendo la propria fama anche sul territorio italiano, meritandosi i successi di pubblico e critica che sta ottenendo in virtù di una grande preparazione lirico-musicale e di un approccio del tutto genuino ad un genere che non rientra fra i miei favoriti, ma che, devo riconoscerlo, nelle mani degli HM diventa tanto suggestivo quanto efficace. Unico neo, una copertina miserella, che non regge il confronto con l’ottima produzione ed esecuzione di questo bel disco.
(Costantino Andruzzi)
Voto: 8/10
Contatti: http://www.holy-martyr.com/ http://www.myspace.com/hmartyr

Nessun commento: