mercoledì 31 dicembre 2008

Seven Gates-The Good and The Devil(2008)

Premessa: questo disco è disponibile in download completamente gratuito sul sito della band, quindi male che vada se non vi piace sprecate solo un po' di tempo per ascoltarlo.
Il mio consiglio è, quindi, di dargli comunque un ascolto.
La musica proposta è un power metal molto veloce e roccioso, melodico al punto giusto, ben suonato e ben arrangiato.
Si parte subito col piede sull'acceleratore con 'Message To The Stars', e fin dal primo assaggio il disco si rivela per le sue qualità. Si tratta difatti di un'opener molto diretta, dominata da potenti riff e da licks in cui la tastiera fa capolino tra gli intrecci di chitarra, ed impreziosita dai vocalizzi (sempre su tonalità proibitive) del bravo Federico. Altro gran bel pezzo è The dragon's kiss', dal vago sapore Labyrinth-iano: velocità, toccanti melodie di tastiera e linee vocali particolarmente difficili sono la ricetta vincente di questo brano, tagliato in due parti da un intermezzo rallentato pieno di soluzioni ricercate che possono rimandare ai Dragonforce.
Un po' diversa rispetto alle altre canzoni è forse 'Freedom': questo brano risulta difatti molto vario, alternando parti tipicamente power metal marchiate a fuoco da una doppia cassa a elicottero a momenti più heavy, con cori simil-anthemici.
Chiudere questo lavoro è il compito di Burning Clouds, che inizia con note vagamente arabeggianti per sfociare in un pezzo piuttosto classico, pienamente in linea con il resto del disco.
Nel complesso si tratta di un disco omogeneo, che purtroppo va collocato nel quadro di un genere un po' inflazionato dall'alto numero di uscite di media qualità. La musica ivi contenuta è molto valida, e tecnicamente impeccabile, ma a mio avviso priva di particolari spunti originali; di conseguenza consiglio questo prodotto solo agli amanti del genere, in quanto dubito che i detrattori possano apprezzare la proposta.

domenica 28 dicembre 2008

Holy Martyr - Hellenic Warrior Spirit (Dragonheart, 2008)

I sardi Holy Martyr rilasciano il loro secondo full-length, “Hellenic Warrior Spirit”, concept album dedicato, lo si intuisce dal titolo, alla tradizione epica dell’antica Grecia. Più precisamente, alla battaglia delle Termopili (480 a.C.), in cui Leonida, alla testa di 300 valorosi greci e 700 tespiesi, sconfisse il potente e molto più numeroso esercito persiano comandato da Serse. Attingendo a piene mani dalla tradizione epic metal internazionale (Manowar, Manilla Road, Virgin Steele), ma guardando anche alla lezione di gruppi italiani come Domine, il quintetto isolano si rende protagonista di una notevole performance, come dimostra “Spartan Phalanx”, dall’incedere maestoso e solenne, con un’eccellente prova canora in stile Morby da parte di Alex Mereu. La seguente “Lakedaimon” (il nome greco di Sparta) ha un incedere ritmico più pronunciato e riecheggia gli Iron Maiden sia nel riffing che nell’impostazione corale delle parti cantate. Arriviamo così al trittico “di ferro” dell’opera: “Hellenic Valour” è lenta, possente e sofferta; “Kamari, Andreia, Polemos” è un inno epico che onora le virtù belliche e il valore dei guerrieri spartani; e la scandita “A Call to Arms” è dotata di un sapore tutto manowariano. La epic ballad strumentale “Molon Labe” (che in greco antico significa “Vieni a prendermi”, frase rivolta, secondo la tradizione, da Leonida a Serse in segno di sfida) introduce “Defenders in the Name of Hellas”, vera cavalcata epica che si fa ritmicamente sempre più travolgente. L’epilogo arriva con la magnetica “To Kalesma Sta Opla”, versione acustica di “A Call to Arms” cantata in greco, una scelta vincente che ha consolidato ulteriormente la popolarità degli Holy Martyr in terra ellenica. La band è pure molto conosciuta in Germania e sta espandendo la propria fama anche sul territorio italiano, meritandosi i successi di pubblico e critica che sta ottenendo in virtù di una grande preparazione lirico-musicale e di un approccio del tutto genuino ad un genere che non rientra fra i miei favoriti, ma che, devo riconoscerlo, nelle mani degli HM diventa tanto suggestivo quanto efficace. Unico neo, una copertina miserella, che non regge il confronto con l’ottima produzione ed esecuzione di questo bel disco.
(Costantino Andruzzi)
Voto: 8/10
Contatti: http://www.holy-martyr.com/ http://www.myspace.com/hmartyr

sabato 27 dicembre 2008

Lonny Blaster-Love/Hate

Genere: Street/Hard Rock
Track List:
Bad Boys
Let Me Free
Free
All The Night
You, Me And Her
Adhrenalina
Pride To Mama
Love/Hate
Drink With Me
In pista dal 2000, sopravvissuti a cambi di line up e scazzi vari, dalla provincia di Taranto arrivano i Lonny Blaster, portatori sani di rock ‘n’ roll.In tutti i 9 brani che compongono questo full lenght, infatti, sopra ad ogni sfumatura è onnipresente quella sensazione che solo la grinta e la voglia, date da una passione sfrenata per la musica, può creare.Un altro fattore che lascia positivamente sorpresi è il tentativo dei 4 ragazzi, praticamente in ogni canzone, di tentare quel qualcosa di insolito, di non scontato; come accade dopo il secondo ritornello dell’opener Bad Boys dove il riff incalzante che caratterizza la canzone fin li lascia il posto ad una schitarrata dritta che sembra provenire da un'altra canzone. O con le atmosfere miste-Grunge di Free dove i nomi noti di riferimento sono: Velvet Revolver, Sound Garden ed i più incazzati Foo Fighters
Delle volte ciò crea un effetto spiacevole di “incongruenza” stilistica, ma se affinate a dovere le idee buone ci sono eccome.
Incazzati si, ma anche docili e patinati quando serve, come nel refrain della “Europe-iana” All The Night o nella classica ballata You, Me And Her struggente e ben composta e suonata ma che con i suoi 6 minuti di incessante costanza ritmica pecca un po’ di prolissità.
In definitiva tutti i musicisti svolgono un ottimo lavoro mettendo una buona tecnica a servizio di idee interessanti con una particolare lode alla timbrica del vocalist (1/5 di Axl Rose, 1/5 di Ozzy Osbourne e 3/5 di voglia di rompere il culo; shakerare possentemente ed eccovi serviti).
Altro punticino a sfavore è dato da un mixaggio ben fatto ma non ancora a livelli eccellenti che, dando troppo risalto alla batteria e confondendo, a volte, i suoni di chitarra; penalizza l’amalgama di un sound che altrimenti sarebbe stato ancora più convincente.
Voto: 7/10
Dyego Star
Contatti:www.myspace.com/lonnyblaster

Pino Scotto-Datevi Fuoco(Lo Scotto da Pagare)

Arriva un pò in ritardo questa recensione, ma indubbiamente era da tempo che volevo dire la mia su qusta nuova produzione del Pino nazionale! Nuova per modo di dire se uno legge i titoli, infatti son tutti brani del passato canoro di Pino, ma eseguiti in versione molto diversa e accompagnato in ogni brano da vere star del rock/blues italiano(e non solo di questi generi). Al cd è allegato anche un libro sulla storia musicale di Pino, e se cercate cose private su donne e cazzi vari passate oltre.. Si inizia con "Come noi", autentica forza della natura, rivista nella fase finale da J Ax degli Articolo31, e non vedo nessuno scandalo in questo visto che oltre 10anni fa gli stessi Extrema duettarono con gli Articolo in un ep davvero micidiale! Il brano nonostante abbia 16 anni si lascia ascoltare alla grande, e oltre a Pino, cantano G.L.Perrotti(extrema-rebel devil)più cazzuto che mai, e Lella (settevite) in più Tommy Massara(extrema) e Mario Riso(rezophonic) rendono speciale "Come Noi"!! Si prosegue con ""Il Grido Disperato di Mille Band" duetto strepitoso di Pino con Morby(Domine-Sabotage-Airspeed ecc) un pezzo anche questo di annata che qui rivive in maniera potente, al limite con lo speed, da ascoltare assolutamente!! "Dio del Blues" ballata struggente eseguita con le "Vibrazioni" e la calda voce di Francesco Sarcina vi entrerà nel cervello per uscire dopo giorni.. " Piazza San Rock" vede invece ospiti di lusso il Bud alla voce(meravigliosa come sempre)è Dario"K" Cappanera alla chitarra, della Strana Officina, e il mitico Fabio Treves all'armonica, e qui signori tanto di cappello, chi ama il blues ha un piccolo capolavoro tra le mani!!Ometto tanti altri nomi presenti in ogni brano, ma ci vorrebbe un'enciclopedia per nominarli tutti! "Segnali di Fuoco" presenta Olly(Shandon-The Fire) alla voce con Pino, altra song stagionata ma che qui rivive in un test da ascoltare e su cui meditare! "Le Stelle Cadenti" invece propone la calda voce di Trevor dei Sadist, testo naif/astratto come solo Pino può fare, grande brano! "Guado 3000" forse è il brano che mi colpisce meno, preferivo per esempio una riproposizione di "Baby Lupo" o "Leonka" ma tant'è! Si va poi con "Disperanza" bel testo e ottima musica ai confini col blues.."Predatori della Notte" esegiuta con Enrico Ruggeri alla voce è un altro top di questo album, a me piace un casino, Ruggeri la canta al meglio delle possibilità, ottimi anche Luigi Schiavone alla chitarra e Saturnino al basso, dopo "Grido disperato" il mio pezzo preferito!! "Nunù" con Roberto Tiranti(Labirynth-Vanexa) e Pier Gonella(Labirynth) un grido di dolore dalla prima guerra del golfo..Chiudono "Code di Cometa" e "Gamines" dove in quest'ultima al violino troviamo Mauro Pagani, episodi un pò minori di un album che comunque si lascia ascoltare e rilancia Pino Scotto tra i grandi del rock-metal-blues tricolore, per me sempre numero 1! Poi può piacere o meno, ma senza di lui tante cose in Italia non sarebbero successe!

Klaus P.


Voto 9/10


Contatti:http.www.myspace.com/pinoscottoofficial

martedì 23 dicembre 2008

Slow Death-The Damned

Il nuovo demo della band pugliese ci lascia all'ascolto di un piccolo repertorio progressive metal,con i brani: "Lost in the Dream", brano che potrebbe essere da colonna sonora per qualche film con trama alla "Il padrino", molto bello l'intro e deciso il ritornello!! Un pezzo che rimane molto in mente per le sue "atmosfere", "The Damned", ben arrangiato che inizia con un atmosfera di tensione,il dannato nella sua angoscia che cerca di liberarsi dai tormenti, correndo in un ritornello heavy power. Belle le parti tastiera/chitarra e ottimo il groove di batteria!"The Hammer of Thor", il titolo la dice tutta, Intro da battaglia, riff al quale e' impossibile dire di no con la testa, e potente marcia per andare nel ritornello deciso, da evidenziare la parte centrale strumentale del brano composta da un ottimo bridge pre solo e da una bella interpretazione chitarristica!! "Time of misery", si riparte con dell'ottimo heavy metal, ancora con una bella parte strumentale dove fa da padrona la tastiera eseguendo un'ottima parte solista seguita dal velocissimo solo di chitarra degno dei migliori chitarristi neo-classici per poi finire sul ritornello e l'urlo della voce a chiudere questo bel pezzo!!Beh che dire...a tutti gli amanti del genere heavy metal/progressive consiglio di tener d'occhio questi SlowDeath!! Un bel risultato "The Damned" prodotto da dei musicisti che sanno il fatto suo! E cio' non puo' essere altro che un ulteriore contributo a tenere in alto il rock tricolore dell'underground!!Auguriamo a questi ragazzi il meglio perche' stanno lavorando davvero bene!!
DEMO: -LEGION OF CHAOS 2006 (Studio6) -THE SECOND AGE 2007 (MDMastering) -THE DAMNED 2008
FORMAZIONE ATTUALE:
Stefano Lombardi(voce),Andrea Chiriatti(chitarra),Nicola Lezzi(basso) Andrea Rizzo(tastiere) Dario Petrelli(batteria),
CONTATTI:
www.myspace.com/slowdeathmetal

vOTO: 7,5/10
by Nik (www.myspace.com/nikwildroads)

lunedì 22 dicembre 2008

Alltheniko-Devasterpiece

(my graveyard production - 2008)
Dopo aver recensito alcuni grupponi della scena heavy metal italiana,eccomi a descrivere “Devasterpiece”,nuovo album (prodotto dalla inossidabile mygraveyard production)della heavy/thrash metal band di Vercelli.
Il trio (semplicemente basso/voce,chitarra e batteria) propone un heavy metal fortemente improntato sul thrash e con influenze power (alla Primal Fear) : una voce stile Rolf Kasparek accompagna un'armonia decisamente aggressiva e melodica (sopratutto nei ritornelli) al tempo stesso,e si alterna tra acuti molto alti e qualche tocco di growl,rimanendo sempre su un tono deciso e incazzato.
Il cd inizia con “Erased” : il riffone,seguito da un assolo ispirato e la batteria in doppia cassa fissa (metalllll!!)ci entra nel cranio facendoci comprendere subito il sound proposto dalla band : deciso,arrabbiato.
Con “The Evil Forces” l'inpronta thrash teutonica è palese all'inizio : assolo e terzine arroganti,stronze. Il ritornello è veramente bello e tutta la canzone è cantata in modo impeccabile.
“Thunder and Steel” ,traccia numero 3, è decisamente sullo stile power, con tanto di tastierone,pads, che offrono un aspetto più “cupo” al ritornello.Bel pezzo e ottimo arrangiamento!Proseguiamo con “Law of the stronger”,(all'interno del cd c'è il video)che segue l'idea della precedente ed è senza ombra di dubbio un gran pezzo : un riffing veramente spettacolare,il chitarrista è in possesso di una tecnica eccezionale e un buon groove. Dopo Law of the stronger,abbiamo “Devasterpiece – intro” : un inframezzo di circa un minuto e mezzo,con tanto di tastiere, alternato tra chitarra classica e elettrica e ci prepara all'impatto devastante provocato dalla traccia successiva,”Metal Unchained”, avete presente “l' heavy metal”??? Ovvero il cazzotto dritto sul muso dopo aver premuto “play” sullo stereo e con le casse al massimo del volume??Ecco ciò che provoca “Metal Unchained”...un inizio violento,incazzato,fottutamente metallico!!!A mio avviso,il miglior pezzo di Devasterpiece!
“Rise and fall”,traccia number 7,relativamente più tranquilla della precedente,si propone atmosferica e comunque aggressiva,degna del migliore thrash metal. Bello il ritornello,ottima composizione..come sempre,grande riffing.
“I'm a fucking zombie” ,come dice il titolo,è veramente strana e quasi interamente strumentale, un po' “tamarra” (come diciamo in toscana per definire qualcosa di pacchiano),”particolare”...sopratutto l'inizio,ma voglio lasciare a voi la curiosità hehehe.
Le ultime tre tracce ,”Feel the power”,”When this demon's coming” e “The godfather” sono un po' il “riassunto” delle precedenti : gran pezzi,riffing impeccabile,parti vocali (con cori tipici alla “Anthrax” dei marci primi anni'80)aggressive con batteria e basso che sostengono una ritmica veloce e piena di groove.
Gli Alltheniko si divertono nel proporre,oltre le loro canzoni,alternative particolari,come il finale di “The godfather”,con decine di parti vocali sovrastate l'una con l'altra,suoni di pistole e spari ed altro...hanno di sicuro un ottima fantasia,caratteristica!.
Passando all'analisi collettiva,"Devasterpiece" è un bel disco di ottimo heavy metal,classico,con varie influenze come spiegato in cima alla recensione,e non standardizzato.
La chitarra ha un riffing spaventoso in tutto il cd,complimenti al chitarrista,il migliore della band. La batteria ha un groove perfetto ed offre,così come il basso, un sostegno preciso al riffing impressionante e alla voce,potente e incazzata anche nelle parti melodiche..
Consiglio questo cd a tutti gli appassionati dell'heavy metal classico,amanti del power,del thrash e delllo speed metal ottantiano...del periodo migliore per questa musica meravigliosa.
TECNICA : 9
STRUTTURA PEZZI : 8
QUALITà SOUND : 8
ARTWORK : 8,5
QUALITà CANZONI : 9
TOTALE : 8,5
TRCKLIST :
1)Erased
2)The evil forces
3)thunder e steel
4)law of the stronger
5)devasterpiece (intro)
6)metal unchained
7)rise and fall
8)I'm a fucking zombie
9)Feel the power
10)when the demon's coming
11)the godfather
bonus video : law of the stronger
componenti :
DAVE NIGHTFIGHT – Voce e basso
JOE BONESHAKER – Chitarra
LUKE THE IDOL – batteria e cori
http://alltheniko.altervista.org/
http://www.myspace.com/allthenikometal
DANIELE VENTO
www.myspace.com/masterdomitaly
www.myspace.com/masterdom_daniele

Smugglerz-Demo 2008

Il 2008 è l'anno della prima demo per gli Smugglerz, pressochè neonata band di Carrara (l'idea di formare il gruppo è difatti del 2006, ma il debutto sul palco risale all'estate 2007).
Da notare che nella sua (per ora) breve vita questi ragazzi hanno affrontato un'importante svolta stilistica, in quanto da un'impostazione thrash-oriented (che vedeva Metallica, Slayer e Pantera come principali influenze) sono passati a suoni di stampo più recente, ispirati fondamentalmente ai Rage Against The Machine e in generale a quelle sonorità che Tom Morello ha introdotto nella scena musicale negli anni '90; il tutto, ovviamente, restando legati ad una sfera prettamente metal.
Questa demo si apre con Without Faith, introdotta da un giro del bassista Saverio che accompagna una voce quasi sussurrata; dopo circa un minuto parte il riff vero e proprio, con una linea vocale che dapprima ricorda i primissimi Labyrinth, e poi riprende il motivo dell'intro.
La successiva Ash è un brano breve e diretto, dominato da una chitarra effettata particolarmente incisiva, e spezzato a metà da un assolo in pieno stile Ratm. Nel complesso, si rivela forse la migliore del lotto.
Si procede con My Crime, marchiata dal basso che sembra giocherellare a rincorrersi col bravo chitarrista Marco. Molto convincente, oltre alla linea vocale facilmente memorizzabile, l'assolo centrale, supportato da un'ottima sezione ritmica. Forse un po' fuori luogo, verso la fine, una parte con chitarre stoppate e appesantite e voce parlata.
In Surround The Empty nuovamente a farla da padrone è l'intrecciarsi delle linee di basso e di chitarra, espediente che dona al brano un'impressione di concitatezza accentuata dalla voce, che veleggia sempre su tonalità molto alte e difficili.
Il compito di concludere questa demo è affidato a Under A Demson's Tree, la più pesante delle tracce qui presenti. Tra riff potenti di chitarre stoppate e strofe piuttosto incisive si giunge al solo centrale, molto breve ma non per questo privo di fascino; poi viene ripreso il motivo iniziale e si giunge alla chiusura.
Complessivamente, si tratta di un buon lavoro, in cui le potenzialità di questo gruppo sono forse un tantino offuscate dalla produzione artigianale; ma avendo visto dal vivo questi ragazzi posso assicurare che promettono bene!
Nota: Gli Smugglerz si sono recentemente separati dal cantante, e sono tuttora in cerca di un sostituto.

Francesco
CONTATTI: http://www.myspace.com/smugglerz
VOTO: 7/10

venerdì 19 dicembre 2008

Kairos-Keep Rockin' Guys


I giovanissimi Kairos (età media credo intorno ai 18) piemontesi di Ciriè, ci propongono un demo a due tracce, registrato forse in modo un pò spartano, in cui le influenze di base hard rock si sentono molto, ovviamente di originalità non se ne parla proprio, ma l'impegno profuso è tanto. Giudicare un lavoro cosi breve sarebbe oltremodo esagerato, le basi direi che ci sono, ma ora anche grazie a un pò di attività live vi attendiamo a un lavoro più massiccio, specialmente per il cantante che forse dovrebbe dedicarsi esclusivamente alla chitarra, cosa che tra l'altro gli riesce abbastanza bene, dato che alla voce mi sembra troppo monocorde. Sul my space ci sono altri 2 pezzi, un ascolto datelo, concludo dicendo che c'è molto da lavorare, ma se lo farete con lo stesso impegno e la voglia che avete messo finora (suoano da solo 2 anni) arriverete molto lontano! Per ora è tutto.

Voto 6-/10

Klaus P.

Contatti: http://www.myspace.com/thebandkairos

Sleepy Forest – Madness Will Turn Into Thanatos

Da Lecce con furore arrivano questi Sleepy Forest, gruppo metal dalle molte facce, la cui identità si è andata costruendo negli anni dopo un passato Power-Prog; attualmente gli SF propongono una miscela di heavy metal-metalcore influenzato da una vena alternativa, se vogliamo addirittura elettronica. Il tutto è supportato da un livello tecnico-esecutivo piuttosto buono e dei suoni accattivanti. E’ un EP non facile da recensire per le luci e le ombre presenti.
Dopo un intro (forse superflua) parte Come Get Some dall’eco abbastanza classico, con un basso che si intreccia ricavandosi i suoi spazi mettendosi in risalto. E’ un continuo sali e scendi…nel bene e nel male. La canzone è accattivante, dotata di spessore e arrangiata in maniera meticolosa, ma il cantato pulito non rende, specie se comparato allo scream, risulta quasi commerciale se paragonato al resto. Sul finale spunta fuori anche un fraseggio di tastiera di Alessandro (che è il cantante) che evoca una bella atmosfera. MWTIT recupera tono con Sanity is Pain, sebbene i suoni non li trovi convincenti, in cui la componente core e alternative si scambiano di ruolo in un vorticoso continuum musicale. La melodia e l’orecchiabilità sono dalla parte loro…sperimentazione e classicità qui sono davvero miscelati bene. La traccia migliore dell’album.
La quarta traccia è 4-08-09-6 in cui all’interno di una strana atmosfera quasi claustrofobica (ricorda vagamente qualche pezzo dei Subsonica) si fa largo la voce del cantante ricordandomi tantissimo Corey Taylor degl Slipknot. Non capisco se le doppie voci sono così volutamente o meno, ma sento come una dissonanza latente che mi lascia molto perplesso. Un pezzo molto complesso, evocativo e triste…ma forse a volte la genuinità premia di piu’.
A chiudere il cerchio troviamo Yazd un pezzo live, la cui qualità audio non è eccelsa, ma basta per recensire. Una band comunque molto capace anche in live, non perfetta, ma tutti molto meritevoli (specie basso e tastiera). Un pezzo, ad ogni modo, in linea con i predenti: melodia, sperimentazione, atmosfere piu’ power-heavy in questo caso…la voce forse un po’ sottotono.
Che dire…una band con un’identità in costruzione, con le idee ancora da capire veramente, ma tanto coraggio, passione e voglia di uscire dagli schemi. Sebbene non sia un demo che si lascerà ricordare a pieno, vale la pena premiare chi persegue le sue idee in un mondo a volte troppo avezzo alle sue mode infantili.
Vediamo se col prossimo lavoro vedremo un gruppo piu’ compatto e potente.

Teo Mule

Voto:7-/10
Contatti:http://www.myspace.com/sleepyforest

mercoledì 17 dicembre 2008

Trinakrius - The Black Hole Mind


Trinakrius - The Black Hole Mind (Hellion Records, 2008)
Nuovo album per i Trinakrius, che con questo The Black Hole Mind giungono alla seconda prova sulla lunga distanza. In giro dal 1995, il quintetto palermitano propone un suono ora più power metal che doom rispetto al passato, pur non mancando accenni allo stile dei loro “vecchi maestri” Candlemass e Solitude Aeturnus. Dopo una breve intro parlata, “Torment” è una galoppata power-heavy in cui si colgono influenze che vanno dagli Iron Maiden ai Black Sabbath dell’era Dio. Il nuovo cantante Flavio Rezza, appena 21enne, fa valere la sua possente ugola forgiatasi nelle fila del coro del Teatro Massimo del capoluogo siciliano. Molto bravo! Validissima la sezione ritmica Russo-Florio, supportata da un’eccellente produzione resa possibile dall’etichetta tedesca Hellion Records. “Mad” prosegue sulla stessa falsariga; si coglie anche il focus dei due chitarristi sui riff piuttosto che sugli assolo. Con “Killerotomia” siamo in territori sabbathiani all’ennesima potenza, mentre “Mental Devastation” lascia un segno davvero virulento grazie alla sua carica ritmica che invoglia all’headbanging più sfrenato. Ottimo l’intermezzo centrale dal sapore prog, seguito da un assolo di marca iommiana con venature quasi blues. Non manca una ballata, ossia “Little Angel (Samuel’s Theme)”, che riporta alla mente le atmosfere sinfonico-barocche dei Crimson Glory, nonché certi Queensrÿche. La chiusura è deputata alla rivisitazione di “Paranoid”, che i nostri eseguono in versione tutto sommato scolastica, senza infamia né lode. Personalmente li avrei visti meglio alle prese con un brano del periodo “divino” (ovvero quello con Ronnie James Dio) dei Black Sabbath. O, anche, con una “At the Gallows End” dei Candlemass. Questa chiusura sotto tono non inficia comunque il giudizio positivo sulla nuova prova dei Trinakrius, senz’altro una brillante realtà nel panorama metallico nazionale. E fa ancor più piacere rilevare che i nostri vengano dalla Sicilia, anzi, per tener fede al loro nome, dalla Trinacria!

(Costantino Andruzzi)
Voto: 7,5
Contatti: http://www.trinakrius.it/ www.myspace.com/trinakrius

giovedì 11 dicembre 2008

Look Out-Dirty Hole



Ho trovato questi brani abbastanza piatti..
Non sono solita fare recensioni tecniche, non mi interessano arpeggi, ritmi, precisione, suoni, mi interessa se un gruppo e ciò che propone mi arrivi alla pancia, al cuore e non è questo il caso.
Soprattutto nulla che non abbia già ascoltato, sonorità vagamente rock’n’roll, una evidente difficoltà ad offrire qualcosa di “nuovo”, e tratti abbastanza ibridi.
Per abitudine non leggo mai le note biografiche delle bands che devo recensire mi lascio guidare dall’ emozione dell’ascolto senza nemmeno sapere chi sto ascoltando.
Devo anche dire che ho ascoltato questi 4 brani anche a distanza di qualche ora ma più che uno spunto piacevole non trovo.
Qualcosa di vagamente hillybilly, un cantato assolutamente da smussare, rimodellare, riempire e una discreta orecchiabilità.
Il suono dei brani è abbastanza easy, abbastanza anche sciolto ma scorre anonimo, senza troppa personalità e senza una firma propria.
Contatti: http://www.myspace.com/lookoutgrosseto


Voto personale 5



Titti Angeramo

mercoledì 10 dicembre 2008

Blind Horizon-The Shadowman



Comincio quest’avventura nei panni di recensore con questo “Shadowman” dei Blind Horizon, gruppo romano che dopo diverse disavventure in termini di line-up arriva solo recentemente alla promozione di questo interessante e denso demo composto da 4 tracce; lo stile di base è un death metal molto tecnico dalle venature prog, ma che mantiene sempre un carattere molto personale sebbene strizzi l’occhio volentieri a mostri sacri come i Death/Control Denied e i Cynic.
La prima traccia è Frail Thoughts Collapsed, che funge bene da polaroid del gruppo. Tre minuti di riffing complicati, melodia, death metal e le famose influenze del prog 70s di cui mi parlano nella biografia. Il rischio di molti gruppi come questi è di proporre musica molto tecnica ma senza un substrato valido di aggressività e melodia, ma i Blind Horizon vestono bene questo ruolo e in una manciata di minuti costruiscono situazioni molto varie in cui la voce isterica di Alessandro e la batteria di Marco tengono alta la tensione dell’ascoltatore.
Non si fa attendere All Souls’ Song…appena è cominciata ho pensato ai Cynic; sia per il riffing sia per i suoni. Il pezzo in questione supera i cinque minuti e la band mostra ancora di piu’ le sue possibilità tecnico-compositive, intervallando a momenti piuttosto furiosi delle aperture melodiche particolari incernierate su tempi dispari, chitarre che a volte sono distorte (ricordando passaggi alla Death del periodo Symbolic/The Sound of Perseverance) e altre volte sono pulite. In tutto ciò la voce del singer si adatta molto bene, fino ad arrivare a cantare addirittura in pulito e duettando con il sè stesso malvagio. Molto originale, piu’ convincente della precedente.
Per la gioia del sottoscritto Stream of Violence mantiene quanto promesso dal titolo e ci si sposta verso territori piu’ puramente death old school: ritmiche piu’ serrate, molta piu’ rabbia. Il cantante alterna parti in scream a parti in growl vero e proprio (che non ho trovato all’altezza degli altri stili di cantato usati sin’ora). Verso metà canzone si fa largo un assolo molto bello e intricato, sottolineando ancora una volta la bravura dei due chitarristi (Luca e Ambra).
Chiude questo demo, Shadowman traccia piuttosto lunga che riprende un po’ il discorso cominciato con la seconda zanzone: melodia e rabbia come due facce della stessa medaglia, scream-growl che duettano con voci pulite. Sicuramente molto originale e prova di grande tecnica (bellissimi i fill di basso), ma un po’ pesante per i miei gusti.
Un demo veramente impressionante, che tutti gli amanti del death possono apprezzare, specie i fan dei tecnicismi (ma non fini a sé stessi); un gruppo con bellissime idee e un grande tecnica, prodotto molto bene.
A mio avviso si tratta solo di aggiustare il tiro e rivedere qualche soluzione, ma non escludo che sia solo una mera questione di gusti personali.
Molto bella la copertina.

TeoMule

Voto 8/10

martedì 9 dicembre 2008

Skanners-The Serial Healer

Quando si parla degli Skanners si parla dell'Heavy Metal italiano, quello della miglior specie, quello con maiuscole sia la H che la M. Si parla di una band che, pubblicando album che hanno fatto storia, ha guadagnato una popolarità sufficiente per aprire le serate di mostri sacri quali Manowar, Saxon (la cui influenza è notevole in questo lavoro), Dio e svariati altri. E quando il passato ha un simil peso, è un'impresa decisamente onerosa non deludere le aspettative createsi dopo oltre 25 anni di gloriosa attività .
Ovviamente sarebbe un errore avvicinarsi a 'The Serial Healer' sperando di trovarvi la stessa band degli anni '80: gli Skanners sono una band che ha completato la propria evoluzione, raggiungendo una notevole maturità artistica, e questo nuovo lavoro ne è la prova. I suoni si sono appesantiti, grazie anche al contributo di una sezione ritmica tellurica e ben dosata: quello che ne esce è un risultato più che soddisfacente, che ricorda molto da vicino il sound caratteristico di band come Metal Church o Saxon.
Si inizia in medias res con 'Soul Finder', mid-tempos spaziale che affascina l'ascoltatore con un sapiente gioco di chitarre. Poi 'Welcome To Hell', heavy americano fino al midollo, e 'To Die Is Not Forever', pezzo dotato di un coro anthemico particolarmente diretto e memorizzabile: la classica canzone in cui dal vivo il singer può riposare l'ugola facendo fare al pubblico il lavoro 'sporco'. Gran bel pezzo anche la title-track 'The Serial Healer': un inizio pacato, in cui la voce duetta con una melodiosa chitarra, sfocia ben presto in un riff potente e cadenzato, linea portante del brano.
Trattandosi degli Skanners, non possono mancare dei lenti: ecco quindi che la band ci dona altre due perle. La prima è 'The Dream', che risulta comunque relativamente pesante e cadenzata, e vanta un solo centrale dotato di un certo fascino. L'altra è la conclusiva 'Immortality', brano quasi acustico, melodico e pieno di pathos: una voce ora cupa, ora più sognante si staglia sopra un affascinante arpeggio di chitarra, ricordando da vicino la reprise di 'Rock Rock City'.
Si chiude così 'The Serial Healer', ottimo concentrato di sano heavy metal, prodotto che, mantenendo alto il nome degli Skanners, ne farà contenti tutti i fan. C'è poco da aggiungere... un nome, una garanzia!

Francesco



CONTATTI: http://www.skanners.it/ http://www.myspace.com/skanners (siti non aggiornati)
VOTO: 8,5/10

giovedì 4 dicembre 2008

Sutuana-Perdutamente

I Mantovani Sutuana propongono un album fortemente influenzato dal metal più classico, con risultati mediamente convincenti.Le diverse componenti del sound della band convivono nel migliore dei modi nelle 14 canzoni proposte (quasi tutte cantate in Italiano), si passa con naturalezza da veloci incursioni Heavy Metal, a parti più epiche infarcite da cori, passando a volte anche per trame chitarristiche e assoli di matrice Power Metal.Il gruppo se la cava più che bene anche dal punto di vista tecnico."Implosione" è un pezzo veramente ben riuscito, orecchiabile e bellissima la melodia(trattasi della bonus track finale n.d.Klaus).
Da non sottovalutare l'impatto emotivo dei testi che sono molto belli. (Ci tengo a precisare che non amo la lingua Italiana accostata al genere metal, ma in questo caso a mio parere il connubio è ben riuscito!).
Bella la cover di "Hush",quello dei Sutuana è un lavoro da apprezzare nel suo complesso musicale e concettuale, ideale per chi ama appunto il metal più classico in tutte le sue eccezioni.Continuate così ragazzi!!!Stay R'n'R!!!

Formazione:

Zagni Lorenzo: Chitarre & Cori
Nicoli Marco: Bassi & B.Synth
Boschini Diego: Voci & Cori
Montanari GianLuca: Batteria

Registrato & Mixato da Marco “Sappa” Nicoli (MN)
Intro di Piano ad “Urlo (x Non Pensar…)” by Gabriele MarangoniAssolo di Chitarra in “Faith (No More)” by Massimo PiasentiVoce in “Faith (No More)” by Mario Rossi dei Truculentus


voto7,5/10

Ursula aka "Mandy"


mercoledì 3 dicembre 2008

Tarchon fist-Tarchon fist



TARCHON FIST – TARCHON FIST
(2008 – Mygraveyard production)
Il super gruppo bolognese (nato riunendo alcuni tra i migliori musicisti rock della scena bolognese,tra cui Luciano Tattini dei mitici Rain)formato nel 2006 debutta - per la casa discografica “my graveyard production”,che ha sotto di sé anche frozen tears,crying steel ecc.- con questo album omonimo di tutto rispetto : “Tarchon Fist” è un insieme di buon power metal e heavy metal classico.
La prima traccia si intitola “metal detector”,e come canzone di apertura che si rispetti,inzia lasciandoci la chiara e bastardissima impronta heavy metal;L'aggressività viene poi troncata da un ritornello molto melodico,orecchiabile e facile da ricordare. Ottime le qualità vocali del cantante,una voce pulita e potente.
“It's my world” sfodera quello stile power metal tipico alla Helloween, riff ben cadenzati (per intenderci),passaggi studiati bene (sfruttando anche le possibilità vocali del cantante).
La terza, “football aces”,segue le orme della precedente evidenziando uno spunto chiaramente hard rock.
Arriviamo alla quarta traccia, “bad man mania”: qui la band si diverte deliziandoci con un coretto di voci infantili tratto dalla canzoncina “giro giro tondo casca il mondo”,piazzato ad inizio traccia per poi partire a botta. Una “gag” simpatica.(Direi una chiara e giusta denuncia contro la pedofilia! n.d.Klaus)
La quinta è “ancient sign of pirates” e subito dopo,la bellissima “black gold fever” : chitarra grintosissima e una parte cantata invidiabile per una canzone con un groove alla Saxon di Dogs of war (gruppo-fonte di ispirazione dei Tarchon,che ne esegue anche qualche pezzo durante i concerti).Da evidenziare che anche basso e batteria contribuiscono a creare l'armonia giusta.
La seguente, “no more walls”, ci riporta al miglior heavy metal anni '80,e considero questo il brano migliore insieme a “black gold fever”.
“Blessing rain”,la traccia 8,è un ballad lento e dolce; il cantante è molto capace anche con le note basse,sfoderando una voce sia dolce sia (sempre e comunque) di timbro heavy metal.Il finale è di tutto rispetto,come una buona ballad pretende.
In "the eyes of wolf” si ritorna al power metal delle prime tracce,dalla melodia malinconica e melodica,tempi veloci,tutto unito per una buona esecuzione...i Tarchon sono dei professionisti e su questo non ci sono dubbi.
“Doc hammer”,penultima traccia,è interamente strumentale : ascoltando questo brano notiamo l'influenza blues,sia nella chitarra che nel basso,e il chitarrista ci delizia sfruttando ogni possibilità tecnica a sua disposizione,tra cui velocissimi swip-picking e scale suonate a tutte le velocità.Da paura!Grande prova!Eccoci alla fine con “carved with fire”.Il cd si chiude con quest'ultimo brano, esso interpreta l' idea generale proposta dalla band,ma intorno ai 5 minuti accade qualcosa di strano : il suono cambia,l'atmosfera si fa decisamente “strana”,regalandoci circa 4-5 minuti di musica quasi psichedelica,con uso di pad sintetizzati di tastiera,batteria e chitarra dal suono elettronico,una frase cantata “distante” e ripetuta durante tutto l'intervallo... Una “mezza traccia” completamente al di fuori del resto del cd,ma va bene,è un'idea originale e sopratutto a sorpresa.(Segnalo anche gli extra con video e foto.N.d. Klaus)
I Tarchon sono l'ennesima conferma che i gruppi metal italiani sono tra i migliori al momento,e non ci sono cazzi. Bella anche la copertina. Consiglio questo cd a tutti e sopratutto agli amanti del power metal e a quelli del metal classico....non vi deluderà affatto.
TECNICA : 8,5
STRUTTURA PEZZI : 9
QUALITà SOUND : 8,5
ARTWORK : 9
QUALITà CANZONI : 9
TOTALE : 9
componenti :
Luciano “Lvcio” Tattini – chitarra
Andrea “animal” Bernabeo – batteria
Luigi “J.J. Sange” Sangermano Voce
Marco Pazzini aka "lo Spezz" – Basso
Federico "Heavy Rico" Mengoli - Chitarra sito web :
http://www.tarchonfist.com/
myspace:
www.myspace.com/tarchonfist
Daniele Vento
www.myspace.com/masterdomitaly
www.myspace.com/dmspmusic

lunedì 1 dicembre 2008

Fireyed-Fireyed


Eccomi di fronte a un prodotto davvero notevole, i casertani Fireyed autori di un hard-rock davvero di lusso, suonato con le palle! Ovviamente sono senza contratto, nonostante abbiano già suonato all'estero e prossimamente affronteranno un tour nel Regno Unito, oltretutto son musicisti di professione e si sente!! Si parte con la title track "Fireyed", splendida gemma hardrock, con refrain e coro da brividi, da cantare sicuramente a squarciagola ai loro concerti! La successiva "I wanna.. with you" è una ballad veramente da brividi, da serata romantica con la vostra donna che, messo sul lettore sto pezzo, non vi lascerà più!! Decisamente un brano perfetto, magistrale la prova del singer Erik, uno dei migliori al momento in Italia! Si prosegue con la ritmata "I'm going over", e sotto il palco tutti a saltare e ballare, si nota il basso potente in stile Steve Harrris(nota di Nik), e una compatta sezione ritmica, per non parlare dei solos dei chitarristi, aurtentici mostri! Più vado avanti nell'ascolto e più son coinvolto cosa che non capita di sovente, dico solo che ormai sarò giunto al 100simo ascolto di questocd!
"Rock'n'Sex" è una vera rock'n'roll song con coro da cantare tutti insieme, american style! Si se questi ragazzi fossero nati a Los Angeles oggi andrebbero per la maggiore in giro per il mondo.. ma noi continuiamo a sperare! "Stop & go" si apre con intro a sorpresa molto ironica che non voglio svelare ma che mi ha fatto scompisciare dalle risate;) per poi sparare riff r'n'r da brividi, ma rischio di ripetermi, chitarre lanciate in soli spettacolari, voce alla grande, basso e batteria compatti e devastanti, e come al solito coro che vi si ficca in testa!! Si chiude con "Take it easy" forse il brano meno convincente, ma è come cercare il pelo nell'uovo, l'alta qualità di tutto il cd fa si che non si possa criticare nulla di una band davvero con i controcoglioni e che mi rende orgoglioso di seguire da oltre 20anni la scena metal italiana!! Da comprare ad ogni costo!!
Formazione:
Erik Beauty8(vocals)
Blaze(drums)
Paco(guitars)
Frank(guitars)
McFly(bass)
contatti:http://www.myspace.com/fireyed
voto 9/10
Klaus P.

domenica 30 novembre 2008

No Fuck-Existenminimum


I No Fuck nascono nel '97 a Civitavecchia (Rm) grazie all'incontro di due giovani appassionati di thrash metal, David Pennesi (chitarra) e Davide Poddesu (batteria). Dopo svariati cambi di line-up e la produzione di demo rudimentali , nel 2005 esce la prima demo ufficiale “ Syndrome” a cura di Éffe e dello studio di registrazione SoundBuslab. Con la stessa produzione e con la line-up consolidatasi, finalmente, con l'arrivo del growl desiderato di Daniele Cristiano, nel marzo 2007,esce “Existenminimum”. Questo lavoro è il primo full-lenght del gruppo in cui sono palesi, anche all'orecchio meno ferrato nel genere, le influenze del thrash metal puro anni 80'-90. Ma senza dubbio non si può nemmeno non notare le influenze che provengono da ambienti come quello death e thrash-core. In ”Existenzminimum” abbiamo 4 vecchi pezzi ri-arrangiati e 4 nuovi di zecca. Riff granitici, note potenti, assoli di chitarre. Tutte caratteristiche che rimandano a gruppi che hanno fatto la storia del thrash. Dal punto di vista strumentale, credo siano davvero meritevoli, anche per alcune scelte stilistiche davvero di gusto. Se si è amanti del genere in questione, i No fuck, sono un gruppo che vale la pena ascoltare. Ma io consiglio dal vivo e con una sana “dose” di birra.

Voto 6.5/10

Giovanna Del Gatto

venerdì 28 novembre 2008

Rain-Dad is Dead

Only for the rain crew!!!!!!!! Yeah ragazzi!!!! Ecco a voi i bolognesi piu' duri dell'heavy metal tricolore!!Stiamo parlando dei Rain, heavy metal band nata nel 1980 e che nell'aprile 2008 pubblica il quinto album "Dad is Dead".Dagli esordi ad adesso, non ricordiamo molti album, si parte dal primo promo di esordio nel 1986, per poi arrivare al primo disco "The rain is coming",seguito da "The Reason" e nel 2003 con l'ottimo "Headshaker" che ne ha fatte scuotere di teste!! Fidatevi!!Nel 2008 decidono di cambiare pelle,pur rimanendo in piedi sui 3 pilastri principali inossidabili nonche' fondatori: Alessio "Amos" Amorati, Gianni "Gino" Zenari e Andrea "Mario" Baldi, dopo l'abbandono nel 2005 di Luciano Tattini alla chitarra e qualchemese prima dell'uscita del disco dell'ex singer Alessandro “Tronco” Tronconi,storica voce dei Rain,(un osso davvero duro),con i rispettivi new entry: Marco "The master" Rizzi alla chitarra e Francesco "Il biondo" Grandi alla voce!!Aspettiamo qualche minuto che si scaldino le valvole, facciamo scrocchiare il collo, drink in mano,(vodka & redbull, consigliata da Amos) e pronti a scuotere la testa finche' il collo non si spezza!!!!!Perche' e' questo lo spirito deiRain, proporre un classico hard n' heavy diretto e potente, fatto di sonorità aggressive e ritmiche trascinanti,dove e' impossibile "dire di no" con la testa!! Trasformando ogni proprio live in una verae propria festa!! E questa caratteristica e' presente in Dad is dead, un disco che non lascia compromessi,nonostante lo scorrere degli anni e delle mode, il quintetto bolognese rimane longevo al proprio stile, con la coppia Rizzi - Amorati, che macina riff decisi e incalzanti, il groove potente e serrato di Baldi,seguito daZenari costruiscono il telaio principale dei loro brani, dove Grandi dimostra di sapersela cavare molto bene,nonostante la differenza timbrica con il suo predecessore. Bene...le valvole si sono scaldate...e' ora di far scoppiare i coni e incendiare il locale!!!!!!!!Si parte alla grande, in pieno spirito Rain con "8 Bar", un vero calcio nei coglioni che fa agitare subito la testa,e checarica l'atmosfera nel pre-strofa e strofa, con il ritornello a tutto gas! Passiamo a "Blind Fury", una vera e propriafuria, bello il bridge e il solo tendenti all'oriental, i cori sul ritornello e sulla parte end solo!! "Mr 2 words", si parte in pieno spirito Judas Priest, in un pezzo molto originale ed elaborato, dove la timbrica di Francesco, in questacanzone in particolar modo, ricorda molto il Blaze Bayley ex Iron Maiden!! Grande pezzo!! "Love in the back" pezzo sfacciato,trascinante e fottutamente rock in pieno stile Twisted Sister!! "Rain are us", canzone classic metal di classe,salta alla mente una visione in bianco e nero delle vicende passate della band. "Red Kiss" spirito rock n roll a go go, l'intreccio di voci ricordano i Kiss,tipico dell'hard rock vecchio stampo!! pezzo veramente piacevole!!"The party", torniamo a fare casino, in una canzone che e' la festa rock n roll all night long dei Rain!!Eccoci al singolo "Last Friday" un intro molto vincente, ("frocetti, siamo tornati a darvi tanti calcioni!!"), mani in alto a tenere tempo e poi via a pogare!! Una delle perle di questo disco!!Eccoci alla title track "Dad is dead", pronti a sfrecciare a tutta velocita'con la mitica Ford Capri in modalita': TAMARRO ON, musica a tutto volume,cicchino in bocca,boccia del Jack a portata di mano e dito medio in bella vista!! (don't try this at home!!)"Swan Tears" molto bello il lavoro delle chitarre, e la batteria sempre li a far battere il piede e dire di si!!"The Reason" qui ragazzi scuola Hard'n heavy molto Dokken - J.L.Turner, un'altra bandiera del disco! E adesso...ce l'avete il biglietto o siete degli abbonati?? Tutti sul "bang bus"!!!!! il bus dell'ammmore!! ahahahah!!!!Saliamo sul bus del vizio e diamoci di rock n roll verso L.A. con le chiappe di fuori!! Cazzo siamo arrivati alla fine dell'album...ma del resto, in un disco del genere, non poteva mancare il grande finale!!I Rainci ripropongono una cover dei Cult: "Rain" (e quale senno'??!!), con ospiti d'eccezione,i Death SS Steve Sylvester e Freddy Delirio,amici di lunga data di Amos.I quali hanno contribuito a rendere molto heavy questa riproposta della cover bonus track che ha viaggiatodall'FP Studio di Freddy, dove sono state registrate le parti di voce e tastiera sulla base gia' presente, fino al mixaggio finale!!In conclusione,Dad is Dead è un album fresco, dove traspare la voglia di suonare e di divertirsi dei cinque rockers, fondamenti molto importanti per una band. Tanti complimenti a Francesco, il quale si e' trovato a rivestire i panni del leggendarioTronco, un impresa difficile, ma che il rocker biondo ha saputo affrontare a testa alta, nonostante la diversa estensionee timbrica alla quale siamo abituati, il che risulta una novita' da digerire al primo ascolto per tanti fans dei Rain, ma quando vi sara' entrato in testa, scoprirete che e' un ottimo frontman e che l'acquisto e' azzeccato alla grande!!
LINE UP ATTUALE:
Francesco “Il Biondo” Grandi - vocalsMarco “The Master” Rizzi - guitarAlessio “Amos” Amorati - guitarGianni “Gino” Zenari - bassAndrea “Mario” Baldi – drums
LINKS DELLA BAND:
http://www.raincrew.com/www.myspace.com/raincrew1980www.myspace.com/raincrew1980

VOTO: 8/10
by Nik
(www.myspace.com/nikwildroads)

Dark Quarterer- Symbols


Signore e signori, ci troviamo di fronte ad una band che ha marcato a fuoco la scena metal nostrana: i Dark Quarterer. Stiamo parlando di un gruppo che ha avuto un'importanza storica enorme, in quanto senza il loro operato l'epic-progressive non avrebbe certo raggiunto gli standard attuali.
Il loro quinto album, “Symbols”, che ha visto la luce nel giugno 2008, mi ha confermato l'impressione che ho avuto allo scorso Legends Never Die: la musica dei Dark Quarterer è molto complessa e rifinita, e tutt'altro che immediata, al punto che un ascoltatore occasionale può trovarsi spiazzato dalla lunghezza (eccessiva?) dei brani e dalla loro prolissità.
Ciascuna canzone è una piccola perla, piena di spunti interessanti portati avanti da musicisti con le palle cubiche: un'ineccepibile tecnica si amalgama con un delicatissimo gusto per soffici melodie e per soluzioni che esplorano nuovi lidi. Decisamente affascinanti gli oltre 11 minuti di 'The Ides Of March', che trasportano l'ascoltatore in un mondo fatto di note ipnotiche dal vago retrogusto esotico.
Si tratta, in ogni caso, di un prodotto non certo 'easy listening', e se uno non è fan del gruppo o del genere in questione molto difficilmente apprezzerà 'Symbols'; ma, si sa, band come i Dark Quarterer sono per (pochi) palati decisamente raffinati. Per chi sa capire ed apprezzare la proposta, quest'uscita sarà invece un must.


Francesco


venerdì 21 novembre 2008

Frozen Tears-Metal Hurricane




FROZEN TEARS – METAL HURRICANE
(2004 – Steelheart)
I fiorentini FROZEN TEARS ,attivi dal 1997,sono ormai una garanzia di qualità e massima espressione nella scena metal sia italiana che internazionale.
Dopo i primi 2 album (purtroppo mal distribuiti dell'etichetta discografica brasiliana Megahard) Mi trovo oggi a recensire il loro terzo lavoro,” Metal Hurricane ”.
La band propone un heavy metal aggressivo,con influenze hard rock,thrash metal e un po' power metal.L'album parte imponendosi aggressivamente nell'immediatezza con “inner vision”,4.52 min di timbro deciso,mettendo subito in chiaro il sound graffiante e le qualità vocali del cantante Alessio Taiti,(lo stile ci ricorda il grandissimo Rob Halford)dotato di una voce potentissima.
Dopo la prima traccia abbiamo “forgotten words”,brano più tranquillo del precedente ma molto bello,per proseguire poi con “your life slow down”,il pezzo in cui le influenze hard rock vengono fuori : chitarre graffianti e una parte vocale impressionante,alternata da parti melodiche e “cattive”,con un assolo che calza a pennello l'intenzione della canzone. E' incredibile la capacità del cantante nell'alternare la voce generando più timbri senza alcun problema!!Il ritorno alla tendenza thrash lo abbiamo con “the sound of infinity” : sarò ripetitivo ma anche qui è il cantante,circondato da una ritmica invidiabilmente precisa e bellissima, a padroneggiare,tra growl,acuti e tutto di cui Alessio è splendidamente dotato.Successivamente è il turno di ”The right side of the world” ,canzone dedicata più alla melodia che all'impatto; Porta con se un' atmosfera stupendamente malinconica,la chitarre producono armonie azzeccate nel proporre l'idea e come sempre,i Frozen ci dimostrano (nella loro varietà stilistica) di essere capaci anche di questo. In ”Fear of tomorrow” è l'influenza power metal ad emergere,mentre il cantato continua al alterarsi tra melodico e aggressivo,nei punti giusti. Eccoci arrivati a “western sun”,su cui voglio soffermarmi un po' di più : è un ballad strumentale dolcissima,una di quelle canzoni che con poche note dice tutto;L'atmosfera ci trascina in un viaggio mentale nel raggiungere un qualcosa che sogniamo,un obiettivo che ci sembra lontano,quasi irraggiungibile. Caratteristica particolare di questa canzone è l'uso di archi e flauti,il tutto armonicamente incantevole e perfetto. Da evidenziare l'assolo (ispiratissimo) che contribuisce ad aumentare la percezione da me intuita.
Dopo “western sun”,ecco i miei pezzi preferiti,ovvero ”the evil” e “rebel souls” . La prima delle due parte con un riff che immediatamente ci collega al titolo : La voce,molto cupa nella strofa,si fa più dura nel ritornello,per poi alternarsi in continuazione..lavoro degno di un grande professionista. A circa metà canzone abbiamo uno stacco strumentale che progressivamente ci riporta alla cattiveria iniziale,in cui è presente un assolo bellissimo,indubbiamente uno dei migliori di tutto il lavoro. Un esempio musicale di come rappresentare “il male” riuscitissimo.
La Nona,”rebel souls”,l'ho ascoltata talmente tante volte fino ad impararla a memoria : fantastica,ha una linea melodica bellissima,che trascina,cambi di tempo azzeccati;il tutto scorre in modo piacevole ed orecchiabile...secondo me,il miglior pezzo.
L'ultima traccia,”some heads are gonna roll”,è un heavy metal puro,(alla priest)e ancora una volta l'abilità di Alessio Taiti alla voce è totalmente apprezzabile quanto stupefacente.
Passiamo all' analisi generale :
Si dice che l' heavy metal sia ormai ripetitivo,già sentito,stantio : i Frozen Tears dimostrano che ciò non è vero e che al giorno d'oggi ci sono ancora band validissime in grado di proporre la loro musica nel migliore dei modi,senza cadere nella scontatezza e nella banalità musicale. Le canzoni dei Frozen scorrono lineari e compatte,il sound è bellissimo,la struttura perfetta.
Come avrete notato leggendo questa recensione,è la voce ad essere l'elemento migliore di tutto il lavoro : possente,melodica, growls, falsetto...c'è veramente di tutto. Un leone!!!
Le chitarre,batteria e basso hanno un suono bello,sono precissisime;Il tutto è corredato da frequenti progressioni ritmiche che caratterizzano lo stile delle canzoni dei Frozen Tears e ,insieme a tutte le altre qualità, gli fanno guadagnare uno dei primi posti come miglior band italiana.
L'artwork è semplice ma molto carino.
La band nel 2007 ha pubblicato per my graveyard production l'album “Nights of violence”,degno successore di “Metal Hurricane”.
Oltre a consigliare la loro discografia (purtroppo i primi 2 album sono difficilmente reperibili) vi invito a vederli Live,in cui il loro dirompente impatto non è minore rispetto a quello provocato dal cd.
Attualmente il gruppo è impegnato nella registrazione del loro quinto cd,che vedrà la luce nella primo semestre del 2009 sempre per my graveyard production.
I Frozen Tears sono sicuramente una delle band migliori ,di quelle che non hanno nulla da invidiare a grosse band straniere,con un futuro sempre più promettente e sempre più affermato nella scena mondiale.
TECNICA : 9,5
STRUTTURA PEZZI : 10
QUALITà SOUND : 9
ARTWORK : 8
QUALITà CANZONI : 9,5
TOTALE : 9,5
Tracklist .
1)Inner vision
2)Forgotten words
3)Your life slows Down
4)The sound of infinity
5)the right side of the world
6)fear of tomorrow
7)western sun
8)the evil
9)rebel souls
10)Some heads gonna roll
componenti :
Taiti Alessio - Vocals Taiti Leonardo - Rythmic Guitar Torrini Lapo - Lead Guitar Dionigi Massimiliano - Bass GuitarGuarnieri Giovanni - Drums
discografia :
Mysterious Time (Megahard - 2000)
Way of Temptation (Megahard - 2002)
Metal Hurricane (Steelheart – 2004)
Nights of Violence (My Graveyrad Productions - 2007)
sito : http://www.frozentears.it/ (compreso di spazio merchandise)
E-mail: info@frozentears.it
myspace: http://www.myspace.com/frozentearsitaly
forum: http://www.forumfree.net/?c=117300
Guestbook: http://guestbooks.pathfinder.gr/read/leonardotaiti
DANIELE VENTO
www.myspace.com/masterdom_daniele
www.myspace.com/masterdomitaly

lunedì 17 novembre 2008

Hati & Skoll-Demo 2008


Gli Hati & Skoll nascono a Livorno nel 2001 da un'idea di Ema "Mazza" chitarrista del gruppo e Matte "Sid", bassista, dopo varie prove e ricerca di batteristi e cantanti. Il tutto si stabilizza a fine 2007, dopo l'esordio all'Elvis Fan di Stagno(Li), con la definitiva entrata in formazione di Andre alla batteria e Emi"growl" alla voce, seguiti poi da Gabri alla chitarra. Il demo che ci propongono precederà il primo full lenght a titolo:"One More Time Maestro". Sin dalla iniziale "Dead man walking" si intuisce che non siamo di fronte al solito dischetto trito e ritrito, ma a sonorità originali e al di fuori di schemi commerciali. Suono duro, cupo, quasi doom, con voce growl e base ritmica molto hard rock, direi che sono un gruppo assolutamente non etichettabile, e questo è senz'altro un complimento. La seguente "Ecolalia", prosegue su quanto detto, con la voce di Emi in grande spolvero, e chitarre pesanti all'inverosimile, son convinto che dal vivo abbiamo un muro sonoro non da poco, e mi giunge voce dai lidi labronici che questa estate hanno infiammato le platee! Definirei "Ecolalia" il miglior pezzo del demo."Primitive me" ha un suono leggermente diverso, quasi funky(sempre in atmosfera molto pesante ovviamente) e mostra la tecnica dei nostri che sembrano ben rodati tra loro. "Sound of Bellatrix" è un brano sofferto, cupo da notte piena di incubi, ma non temete i nostri giovani tutto hanno intenzione fuori che farvi avere incubi, semmai quella di sognare con le loro atmsfere! La conclusiva "Wrong Way" contende a "Ecolalia" la palma di miglior pezzo, nell'alternare voce growl e pulita, unica pecca forse una registrazione non perfetta, ma è cercare il pelo nell'uovo. Concludo sperando che l'attesa per l'opera prima sia breve, e che i risultati seguano questo discreto esordio, cosa di cui non dubito! In bocca al lupo ragazzi!

Voto 6,5/10

Klaus P.

Contatti: http://www.myspace.com/hatiskoll

sabato 15 novembre 2008

Fratello Metallo-Misteri


Fratelli e sorelle, siamo qui riuniti quest'oggi nella sacra pagina di Italia di Metallo per rendere grazie al nostro metallo quotidiano!! Cosi' direbbe Fratello Metallo!!E' un po' cosa curiosa per noi commentare e dare un nostro giudizio a questo disco che vede protagonista la fede in dio, la religione, la chiesa e i suoi principi umani di facili pregiudizi e non!!Ma non siamo qui per discutere di cio' che la gente pensa della chiesa oggi e del suo passato,e non e' di certo la piazza giusta per farlo!! Siamo qui per parlare di musica!! Della musica di Fratello Metallo alias Frate Cesare Bonizzi, 62 anni,un frate Cappuccino minore al convento di Musocco (Milano) il quale, nel corso della sua vita ecclesiastica ha avuto una doppia vocazione, sia nella fede sia nella musica!! Infatti,nel 1990, assistendo ad un concerto dei Metallica, decise che Dio e l’ heavy metal sono conciliabili.Fratello Metallo ce lo ricordiamo sul palco del Gods of Metal, nel 2006 e 2008, esibendo il suo carisma e la sua voce trascinante nonchè la sua figura certamente insolita in tale contesto.Una cosa bellissima anche se pur discutibile dato che spesso l'heavy metal viene rappresentato come un grande insieme con tanti sottoinsiemi, ovvero i generi derivanti da esso, alcuni contrastanti l'ideale ecclesiastico per non parlare dei "gadget" simboli di ogni genere...ma noi teniamo a precisare che qui si tratta di heavy metal puro!! Ma al diavolo tanti discorsi per i quali potremmo stare qui a ore a discutere e scrivere intere bibbie!! :D Con questo album, intitolato "Misteri" , Fratello Metallo ci propone una sorta di messa cantata al quantoinsolita, ovvero con accompagnamento heavy molto moderno e di impatto!! Il che' potrebbe essere una proposta per riportare in chiesa tanti di noi metalheadz, anche se la vediamo dura!! heheheheheh!! Pero' qualcunoprima o poi doveva pur provarci dato che i riff sono veramente tosti e la base ben arrangiata da degli ottimi musicisti quali:
Fabio Dalè - basso e tastiere;
Andrea Zingrillo - batteria;
Andrea Rossi - chitarra;
Fabio Balestrieri - chitarra;
Il disco inizia con un intro che quasi sostituisce il suono delle campane che attirano i fedeli alla santa messa...le porte si aprono il sole entra e illumina l'altare e Fratello Metallo inizia l'incitamento alla carica per l'heavy metal!!!!! Bene, ci mettiamo a sedere e ascoltiamo la heavy messa!! Prendiamo il nostro libricino sulla panca e leggiamo: Venere,Fiducia,Vita,Uomo,Bacco,Tabacco,Dio,Amore metallico,Maria Maiestatis,Misteri!! I titoli di questo album parlan da se'!! Un insieme di testi dalla struttura molto didattica, a tratti schietti e semplici, il cio' molto apprezzabile, anche se in altri frangenti il disco risulta troppo istruttivo, e' quasi come sentir leggere un paragrafo del Vangelo su una base dei Metallica.Ma e' cosi' che Fratello Metallo lancia il suo messaggio al pubblico di fedeli metalheadz, i quali, saranno pronti ad alzare le corna al cielo e dire di si!! Pero' caro Fratello Metallo...una cosa ti sei dimenticato di dire ai fedeli, una frase che troviamosu tutti i sacri libri e che e' molto importante per noi metaheadz!! Dice: "a chi non beve birra, Dio neghi anchel'acqua!!"...parole sante!! Parole sante!!
Voto: 6/10

Nik
www.myspace.com/NikWildRoads

venerdì 14 novembre 2008

Hellvate-Hellvate(demo)


Il 2002 è l’anno che vede la nascita di un nuovo gruppo che, di lì a poco, occuperà insieme ad altri la scena del metal estremo del nostro Belpaese. Stiamo parlando degli Hellvate, miscuglio di death e black metal, forti e d’impatto, il cui nome è un curioso accoppiamento di sacro e profano, con la fusione tra i due sostantivi “hell” e “vate” che fanno di questi ragazzi dei veri e propri “profeti dell’inferno”. Nel 2006, giungono alla stesura del loro primo demo che porta il loro stesso nome, “Hellvate”, ma trovano una certa stabilità solo di recente, a seguito di non pochi cambiamenti di line – up.
Ma arriviamo alla recensione di questo demo..
Cinque tracce scandiscono l’esordio di questo gruppo di giovani ragazzi, tracce dai titoli che lasciano trasparire una probabile passione per il mito e la leggenda, per gli scenari bui ed oscuri, come quelli creati nelle notti di luna piena o nei freddi inverni. La voce è in costante scream : tagliente e sofferta, comunica un senso di inquietudine che bene si adatta alle atmosfere create dai riff di chitarra e dai giri di basso. Pesante e deciso nei primi due pezzi [“Legend” e “Under the sign of fullmoon”], il ritmo si affievolisce momentaneamente nel passaggio scandito con la terza track, “Alive in the wood”, il cui intro acustico ci proietta in un’atmosfera in cui l’apparente tranquillità primordiale si spezza improvvisamente, con urla disperate ed imploranti. Con venature quasi black metal [sia per l’uso delle chitarre continuamente distorte che per i temi trattati nei testi], i nostri Hellvate ci regalano le ultime, potenti, note con i pezzi ai quali è affidata la chiusura del mini CD : “Scream my name” e “Return of Winter Night”. Sorprendente, a mio avviso, soprattutto quest’ultima, che a metà e sul finale si tinge dei toni più intimi e trasognanti con i riff [questa volta puliti] di chitarra e gli splendidi giri di basso [adoro quando, come in questo caso, si dà spazio anche ad uno strumento come il basso che, forse, troppo spesso viene “offuscato”].
Tutto sommato esordio abbastanza buono, se non fosse per una qualità piuttosto mediocre del suono che, probabilmente, contribuisce a rendere il tutto un po’ monotono e piatto. Il risultato è una non trascurabile perdita d’impatto che, probabilmente, verrà ampiamente recuperata con le esibizioni live.
Curate i suoni ragazzi :in un genere come il death metal [e soprattutto in cui caso come questo in cui la demo deve svolgere l’oneroso compito di essere un biglietto da visita per chi non vi conosce] suoni chiari e precisi sono cosa di fondamentale importanza!
VOTO : 7/10
Selenia

Pig Mike & The Dirty Deeds-Naked & Wild


I PIG MIKE & THE DIRTY DEEDS, nascono alla fine del 2004 a Giovinazzo in provincia di Bari, con la seguente formazione: Alfredo "Alfreko" chitarra solista e cori, Luigi "Jey Jey" chitarra ritmica e cori, "Pig" Mike basso e cori, Ivan "Sexy Nunz" batteria e dopo poco più di un mese la lin-up si è definitivamente completata con l'entrata di Marco, il cantante.A Maggio del 2007 sono entarti in studio ed hanno registrato il loro DEMO TAPE d'esordio, “NAKED & WILD”, contenente quattro brani: - Are you wild enough- Devil in your kiss- Mature fuckin' boy- Rock and Roll attitudeAscoltando attentamente queste songs si notano delle imprecisioni a livello tecnico e per quanto riguarda gli arrangiamenti sono migliorabili.Detto questo, però non si può certo dire che "Naked & Wild" sia un brutto esordio...tutt'altro!!!Le classiche sonorità Rock funzionano, la voce roca e graffiante del cantante è adattissima al loro genere di sound, che ricorda un pò quello degli Svedesi "Enemies Swe".Comunque l'ispirazione non manca di certo a questi musicisti, "Devil in you Kiss", è orecchiabilissima, la melodia è accattivante e contiene dei taglienti riffs di chitarra. Non mi convince invece "Mature fuckin' boy", un pò scialba e fiacca rispetto agli altri pezzi.Comunque quattro brani non sono molti per farsi un'idea ben chiara delle potenzialità di questo quintetto, anche se le idee contenute in questo Demo Tape gettano buoni presupposti per un futuro roseo e duraturo. Trattandosi di un esordio, i Pig Mike & The Dirty Deeds possono solo migliorare, almeno è quello che gli auguro.In bocca al lupo ragazzi!!!Rock n' Roll!!!


Voto: 6,5/10


Ursula aka "Mandy"

lunedì 10 novembre 2008

Take Death-Come Take Your Death ( 2007 )

Devo dire che quando ho letto il nome del gruppo mi è partita una risata per l’assonanza col noto ”gruppo” di checche ballerine…ma tranquillizzo tutti coloro che stanno leggendo la rece, che il gruppo di Verona non ha nulla da spartire con quella sottospecie biologica..I TakeDeath ci propongono un death melodico molto influenzato dai capisaldi del genere, C.O.B. e Norther su tutti.Partiamo con Lady Pain, che parte con un riff portante accattivante e un tappetone di tastiere, come il genere c’insegna…i bridge, i relativi stacchi e cambi di tempo sono inseriti con buona padronanza del genere. Ottima song di apertura con riff orecchiabili.Passiamo a Lost Dreams che parte in modo quasi slayeriano per pioggia e colpi sui tom, ma che si sposta su lidi completamente diversi..ballad dai suoni tristi, bella melodia, ma onestamente non lo avrei mai messo come secondo pezzo..a parere mio spezza troppo l’ascolto della demo..potrebbe essere stato un ottima song da chiusura..Con Land Of Hate torniamo su riff che mirano sulla melodia e l’orecchiabilità, abbiamo molti bridge e cambi che ci fanno apprezzare la discreta vena compositiva…forse a volte troppi, dato che portano quasi in confusione l’ascoltatore…Chiude il lavoro Your Shadow In My Eyes, pezzo che gode di una certa originalità rispetto ai precedenti, in fase compositiva è il più maturo. Gli intrecci tra chitarra, tastiera e sessione ritmica hanno un ottimo feeling. Il mio pezzo preferito dell’opera.Complessivamente non ci troviamo di fronte ad un cattivo lavoro, anzi le idee sono buone, solo che 4 pezzi(con il 2° decisamente breve) sono pochi per farsi l’idea complessiva delle potenzialità di un gruppo..le idee sono tante e a volte si accavallano, l’equalizzazione dei suoni non è il top(avendo la chitarra troppo alta e il suono del rullante non proprio buono), quindi aspetto il seguito dell’opera con ansia, e magari nel frattempo, alla prima occasione li vado a vedere dal vivo per avere un quadro completo.

Voto 6+/10

Ulderico”il selvaggio”Amoroso

Contatti :www. myspace. com/takedeath


Contatti :http://www.myspace.com/takedeath

Idols are Dead-Mean

Piuttosto fulminea l'ascesa di questi Idols Are Dead, (anche se i membri fondatori provengono da band datate)quintetto bolognese che ha fatto irruzione nella scena nostrana vincendo l'Heineken Jammin Festival Contest 2007.
'Mean' rappresenta il loro debutto, e mostra al mondo le enormi potenzialità della band in questione.
E' noto a tutti che il thrash metal ha recentemente ripreso vigore, sull'onda del successo di band amate/odiate quali i Trivium, ma a mio avviso era lungo tempo che in tal campo non si sentiva un disco come questo, coinvolgente dall'inizio alla fine, massiccio, potente, aggressivo. Tra riff tiratissimi e refrain decisamente orecchiabili e trascinanti, è difficile non farsi prendere da questo lavoro: viene naturalissimo iniziare a sbattere la testa e dimenarsi a ritmo di doppia cassa su pezzi d'enorme immediatezza quali la splendida 'Dance With The Devil'!
Pezzi in grado di riportare il cuore dell'ascoltatore all'epoca d'oro del thrash, come ad esempio 'Pain For Sale' (in cui è fortissima l'influenza dei Metallica di Kill 'Em All, tanto che il riff portante rasenta quasi il plagio di 'No Remorse'), si alternano ad episodi dominati da sonorità più recenti. Questi ultimi strizzano l'occhio a quanto fatto dai Pantera-e già riproposto nel panorama italiano dagli Extrema- ed aprono anche ad inserti più melodici e rockeggianti. E per tutta la durata del disco non vi è un passo falso o una song meno trascinante, ad eccezione forse di 'It's So Easy', cover dei Guns'n Roses che, per quanto ben riuscita, risulta un po' fuori luogo: probabilmente inserirla in posizione conclusiva, magari in qualità di bonus track, avrebbe giovato al risultato.
La pecca fondamentale di cui risentono gli Idols Are Dead è che la loro proposta non è affatto originale, e si colloca all'interno di una scena prossima alla saturazione: in questo contesto il loro disco, sebbene un gradino sopra alla media delle uscite recenti, rischia di venire decisamente sottovalutato. In ogni caso se siete ascoltatori senza troppe pretese, e cercate un po' di sano thrash, rimodernato ma non snaturato, date un ascolto a questa giovine band!
CONTATTI: http://www.myspace.com/idolsrdead

VOTO: 7.5/10

Franceco

venerdì 7 novembre 2008

Rustless-Start from the past

Rockers di tutt'italia preparatevi!! Sono tornati alla carica dei musicisti che hanno tenuto in alto il nome del rock duro italiano, stiamo parlando degli ex Vanadium: Stefano Tessarin,Ruggero Zanolini e Lio Mascheroni,con la loro nuova band: i Rustless!! Ma prima di dire la nostra sulla band, apriamo una piccola parentesi sul loro passato. I Vanadium: heavy metal/progressive band,fronteggiati da Pino Scotto,uno tra i primi gruppi del genere ad affacciarsi sulla Penisola e ritenuti tra i più rappresentativi della scena metal italica. Un grande sound il loro, influenzato da gruppi hard rock/heavy metalcome Deep Purple, Thin Lizzy, Uriah Heep, Black Sabbath e Judas Priest!! La cui carriera, nonostante la difficolta ad emergere agli inizi, colpa del periodo dove la musica hard & heavy non aveva ancora terreno fertile sulla nostra penisola, fu caratterizzata da soddisfacenti successi, anche all'estero!! Dopo 16 anni di onorata carriera (1980 - 1996) , i Vanadium si sciolgono! Pino Scotto intraprende la carriera solista insieme a Mascheroni nei Fire Trails,mentre Zanolini e Tessarin tiran su per gioco la cover band i"Diumvana". E nel 2007 eccoli togliere lo standby dall'ampli e ad alto volume tornare a farsi sentire con una formazione di tutto rispetto!!
Stefano Tessarin (lead & rhithm guitar);
Ruggero Zanolini (Keyboards);
Lio Mascheroni (Drums & Percussions);
Marcello Suzzani (bass guitar);
Elisa Stefanoni (vocals);
Roberto Zari (vocals);
Adesso che abbiamo capito con chi abbiamo a che fare, e' il momento di inserire il cd,alzare il volume e dire la nostra!! Bene, partiamo subito con l'intro "It's the three of us left" molto intensa, un ritorno dal passato...dal buio alla luce per poi partire alla grande con "Vanadium" spedalata iniziale e poi entran le voci, all'inizio poco convincenti per poi rompere il ghiaccio con grande grinta nella strofa e nel ritornello molto power!!Passiamo alla "Sands of time" molto heavy dove la voce di Elisa si alterna tra grinta e melodia lirica per poi intrecciarsi con la decisa voce di Roberto! "A second chance" brano influenzato dal buon hard rock/progressive old school, belli gli arrangiamenti ritmici e le voci ben disposte! "Renegade" parte subito fiera con il riff molto neo-classico per poi andare sulla strofa heavy power, un pezzo molto bello e grintoso,particolarmente interessante il lavoro della chitarra, una lezione per tanti giovani chitarristi!! Torniamo all'hard n heavy con "Red Lust" ancora alla prova le due duettanti voci di Elisa E Roberto, pezzo molto immediato che si lascia ascoltare senza problemi pieno di ritmo e melodia! Eccoci alla name band track "Rustless" parte bella hard con la voce grintosa e decisa di Roberto, con Elisa di supporto nei cori, il riff e' decisamente rock duro come si deve,una sfuriata per poi calmarsi nel pezzo centrale che ricorda molto le influenze progressive citate prima, dimostrazione di tecnica per gli strumenti, per poi ripartire con il ritornello a tutto gas!! Eccoci poi all'atmosferica ballad "No way out" che si lascia commentare da sola, un connubio di arpeggi,flauti e voci melodiche che fanno da cornice a un ritornello che fa viaggiare la mente! Nel cd ci sono anche dei remanster di vecchi pezzi dei Vanadium, vediamo "I was born to rock","Easy way to love", "Still got time", dell'album "Born to fight" (1986);"I gotta clash with you" dell'album "A race with thedevil" (1983),"War trains" dell'album "Game Over" ,"Warriors" dell'album Seventh Heaven (1986)!! Beh che dire, un album di tutto rispetto, e una band che sicuramente apprezzerete molto dal vivo!

Voto 7/10

Nik

Contatti:http://www.rustless.it/
http://www.myspace.com/rustlessband

Rattlesnake-Just Better

I Rattlesnake sono una band toscana fondata nel 2005 dalle ceneri dei thrashers“Headake” da Andrea Vitelli e Alberto Mazzano. Dopo il cambio del cantante (Leonardo Deri prende il posto di Fabio Gigli)e l'aggiunta di un chitarrista, Matteo Butti, leader e frontman della death metal band Subhuman,la band irrompe nella scena toscana proponendo live show di grande inpatto.
La musica proposta dai Rattlesnake è un cazzotto potente e massiccio di fottuto hard rock/street, con tendenze chiaramente heavy metal.
Il quintetto toscano è incazzato,deciso; ascoltando “Just better” non si può non notare quanto siano bravi. Il sound è ottimo e ricorda molto il vecchio hard rock di cui tutti siamo innamorati,in questo caso sopratutto gruppi come Guns'n'roses e Skid row.
L'artwork è elaborato ,bella copertina con tanto di testi e una bella foto all'interno.
L'album inizia con "World is a whore",pezzo decisamente incazzato;chitarre all'unisono perfettamente incrociate ed ottimi assoli (come nel resto delle canzoni).Cori piazzati benissimo,il tutto condito da una discreta quanto potente parte vocale.
La seconda traccia,"All alone",è più tranquilla della precedente;

la batteria ha una resa fottutamete hard rock,il cantato è molto bello (insieme a “Promise” qui abbiamo la miglior resa del cantante)e la sessione ritmica è sviluppata molto bene.
L'album prosegue con "Ready & Drunk",canzone che più di tutti riporta al miglior hard rock/blues di sempre,con cori caratteristici del genere e voce che sviluppa l'idea in maniera inpeccabile. Ottime le melodie delle chitarre.
Dopo “Ready & Drunk” abbiamo "Promise": gran pezzo,il più calmo ma anche il più espressivo;chitarre estremamente precise,bei passaggi,un'armonia generale scandita da assoli melodici al punto giusto ed ottime scelta delle tonalità nello sviluppo della canzone. Rispetto alle altre,in "Promise" il cantato è decisamente superiore.
Il cd si chiude con la title track "Just better",la migliore dell'album : da notare lo scambio delle chitarre,si sovrappongono in maniera inpeccabile,perfette.Gran batteria (un groove da paura!!),unica pecca forse la voce,un pò troppo "azzardata",ma certo molto potente.
I Rattlesnake ci stupiscono con le loro ritmiche travolgenti,è un hard rock incazzato,pieno di timbro,violento ma anche melodico, i ragazzi propongono al meglio le loro idee,la strutture delle canzoni sono lineari e scorrono alla grande.
Gli assoli,molto belli e attinenti al genere,sono studiati benissimo e con uno stile diverso evidenziato (giustamente)dai due chitarristi, Andrea e Matteo.
La batteria ha un groove eccezionale: Alberto è in possesso di una bagaglio tecnico non indifferente e copre a tutti gli effetti il ruolo del batterista hard rock,ovvero potente,deciso,"stronzo" e nello stesso tempo precisissimo, complimenti!!
Il basso segue molto bene la ritmica delle chitarre ed ha un suono tondo.
La voce, a volte non convince : in alcuni punti risulta (specialemte in "Just better")un tantinello "forzata",forse un pò "fastidiosa";.tralasciando questi particolari,il cantante ha un timbro davvero potente (e di palese ispirazione Guns'n'roses)e incazzato...quindi : rock'n'roll!!!!
La tecnica,la voglia di suonare e di rompere il culo al mondo faranno dei Rattlesnake uno dei migliori gruppi hard rock della scena italiana;sicuramente in futuro ci aspetteremo delle iniziative inportanti da questa band assolutamente valida. Consiglio di comprare questo cd praticamente a tutti : a chi è che non piace l'hard rock fatto benissimo??!?!?
Tracklist :
1)World is a whore
2)All Alone
3)Ready & Drunk
4)Promise
5)Just better
Conponenti :
Leonardo Deri - Voce
Andrea Vitelli – Chitarra e ecori
Matteo Buti - Chitarra e cori
Igor Giuliani - Basso e cori
Alberto Mazzano - Batteria
info sulla band :
sito ufficiale : http://www.rattlesnake.it/
myspace : http://www.myspace.com/rattlesnakehardrock
video su youtube : "world is a whore" all'indirizzo http://it.youtube.com/watch?v=0ZZ4H19C4EE
Voto 9/10
Daniele Vento

lunedì 3 novembre 2008

Subliminal Crusher-Endvolution


Tracklist:
01. Preface
02. Just All I Want
03. Bored
04. Later
05. The Visionaire Pt.1: Desert Chains/Liberation
06. The Promise
07. Life Arises
08. Wellness Perfection
09. Endvolution
10. The Visionaire Pt.2: The Darkest Vision
Label: Punishment18
Records
Release Date: 20/11/2008

Line-up:
Jerico – bass
Rawdeath - drums
HatewerK – guitars
Panduk – guitars
Steph - voice

Siore e Siori qui siamo di fronte al disco thrash dell'anno ,
al terzo tentativo la band Ternana sfodera un prodotto veranente di caratura internazionale! Una vera bomba, che potrete apprezzare live nell'imminente tour di spalla ai Darkane, già dall'intro "Preface" si intuisce cosa ci aspetta..e infatti la seguente "Just all i want" sfodera tutto ciò che uno vuole da un disco thrash, gran voce del nuovo singer, ritmiche possenti,e un minimo di melodia vicina a qualcosa del death scandinavo (del resto il mastering è avvenuto in Svezia sotto le mani di Goran Finnberg..) un vero muro sonoro che poche band riescono ad ottenere ultimamente! "Bored" è il mio preferito insieme a "Life Arises", ragazzi che tiro hanno questi, non resterete certo delusi! In "The visionare pt.1" c'è un solo di Christopher Malmstrom dei Darkane, che da un tocco in più a un brano di per sè unico, ma credetemi tutto il cd lascia senza fiato per la bellezza dei pezzi e dei suoni, mi pare di esser tornato indietro negli anni, e ne avessi 20 di meno mi vedreste volare da un lato all'altro a pogare come un matto! La stessa title track "Endvolution" è un pugno nello stomaco, che fa scuotere teste e volare in aria! Il 20 novembre è vicino, correte a comprare questo cd che son convinto passerà alla storia del metal italiano!


Voto 9.5/10


Klaus P.


Official website: www.subliminalcrusher.com
Email: info@subliminalcrusher.com
Myspace:
www.myspace.com/subcrush